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La Repubblica – Bari, un modello 3D dalle immagini della tac per agevolare l’intervento del chirurgo

L’esperimento nato dalla collaborazione tra uno specialista in chirurgia maxillo-facciale e un’azienda di Ruvo di Puglia che ha realizzato applicazioni nei settori dell’automotive e dell’aerospazio. Un modello a tre dimensioni, realizzato con altissima precisione, per agevolare il lavoro di preparazione prima di entrare in sala operatoria.

Così la stampa 3D si conferma uno strumento utile nel campo medico.

È quanto accaduto grazie all’incontro tra il chirurgo Michele Di Cosola, specialista in chirurgia maxillo-facciale e odontoiatra, e l’azienda Crea3D di Ruvo di Puglia.Al centro c’era un’esigenza del medico di dover affrontare un complicato intervento su un paziente affetto da una cisti mascellare partita dai premolari e che aveva provocato una lesione a crescita espansiva e interessato anche i tessuti molli come il pavimento del naso, dalla mucosa nasale al muscolo orbicolare della bocca.

Per poter analizzare il caso prima di operare, è arrivato il supporto CreaMed, la sezione di Crea3D dedicata al settore medicale che ha creato un modello fisico, in dimensione reale, della parte su cui intervenire partendo dalle tac del paziente.“Il rischio di operare e trovare elementi imprevisti sono tanti. – racconta Eliana Piccarreta, ingegnera biomedica e una delle referenti di CreaMed – Grazie al nostro software proprietario abbiamo ricostruito le immagini bidimensionali delle tac trasformandole in un modello tridimensionale per poi passare alla stampa vera e propria con le nostre stampanti 3D. In questo modo il chirurgo ha ptotuto studiare ciò che avrebbe trovato in sala operatoria. L’altissima precisione sia nel disegno che nella stampa sono elementi fondamentali per assicurare il miglior supporto possibile”.Il materiale utilizzato è una particolare resina già usata per modelli dentali che viene passata dallo stato liquido a quello solido mediante luce ultravioletta. “Ho scelto di utilizzare la metodica 3D per costruire un modello virtuale che riportasse in scala 1:1 la naturale anatomia del paziente – spiega Di Cosola – per capire quali fossero i limiti della lesione e per poterla rimuovere in maniera completa senza creare ulteriore danno al paziente”.Crea3D è un’azienda di 14 elementi con una media di 30 anni di età, attiva dal 2013 nella zona industriale di Ruvo di Puglia. Dopo le applicazioni della stampa 3D nel mondo dell’automotive e dell’aerospazio più recentemente ha aperto la sua sezione per il medicale. E dopo questa esperienza, le richieste e i contatti con altri medici si stanno moltiplicando. Articolo su bari.repubblica.it [https://bari.repubblica.it/cronaca/2020/12/24/news/modello_3d-279764776]

18 Febbraio 2021 Riferimenti
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